Slackers (Slackware current journal) - Slackware – GNU/Linux per SubGeni e Fannulloni

Current for Dummies

AVVERTIMENTO


Per vari motivi questo how-to non è aggiornato, quindi predenteolo come “base” di partenza, non seguite alla lettera gli aggiornamenti dei pacchetti ed altre cose specifiche della versione. Appena possibile lo aggiornerò alla novità della current, futura 14.1

Introduzione

In questo Howto vedremo come aggiornare una versione della Slackware all’ultima versione -current.

Ho voluto creare un how-to generico in modo da essere sempre valido e non legato ad una versione specifica (anche se alcune sezioni riguardano l’aggiornamento dalla 13.37 alla -current), che dia un infarinatura generale da abbinare alla lettura del file UPGRADE.TXT e che non contempli l’uso di software di aggiornamento automatici, che a volte rendono il sistema inutilizzabile.

Vista la natura del documento, sarà sempre in -current, con opportune modifiche quando, visto il changelog, lo riterrò opportuno

Prima di tutto alcune premesse:

  • Non mi assumo la responsabilità di eventuali danni provocati al vostro computer. Fate sempre le cose dopo averle ben capite e verificate
  • Do per scontato che chi si accinge ad aggiornare alla -current abbia le conoscenze almeno base per usare una Slackware. Come installare, aggiornare o rimuovere i pacchetti, configurare la distribuzione, risolvere gli errori, trovare informazioni, etc… E che conosca a memoria almeno Slackware for Dummies ;-)
  • non usate swaret, slapt-get o simili, a meno che non siate sicuri di quel che state facendo, ma leggete il file UPGRADE.TXT del ramo -current. Buona cosa sarebbe leggere tutti i file TXT presenti nella stessa directory. Il file UPGRADE.TXT è strettamente legato alla versione che andrete aggiornando, quindi leggetelo. Non sempre è aggiornato rispetto alla precedente versione, solitamente questo significa che nella -current non ci sono accorgimenti particolari da fare per l’aggiornamento, ma non fidatevi troppo
  • Prima di qualsiasi cosa fate un backup del vostro sistema. Se non dell’intero sistema almeno della directory /etc, della $HOME e dei vostri file importanti.

Avvertimenti

Mi sento di dire che la current è una versione in “sviluppo” e quindi soggetta a testing, e pertanto può avere bug, problemi e malfunzionamenti vari. Se avete bisogno di un sistema stabile e/o non avete voglia di sbattervi troppo, usate la versione stable ed applicateci le security patch. In questo modo avrete anche a disposizione i tanti pacchetti già pronti dei vari repository di slacky.eu

Il metodo che spiegherò di seguito non contempla l’uso di software come Slackpkg, Swaret, Slapt-Get e simili, ma descrive e cerca di spiegare, ed in alcuni casi integrare, il procedimento consigliato da Pat nel suo UPGRADE.TXT

Io sconsiglio sempre l’uso di software come Slapt-Get, Swaret o simili per aggiornare l’intera distribuzione, a meno di non conoscere bene i pregi ed i difetti di tali software e sapere come procedere. Questo perché non sempre rispecchiano il corretto ordine di aggiornamento e non sempre installano i “nuovi” pacchetti. Se proprio si vuole usare uno di questi software, quel che posso consigliare è di leggere bene la documentazione, di aggiornare prima di tutto glibc e pkgtool.
Se proprio si vuole di utilizzare un software di questo tipo consiglio slackpkg, che è entrato ufficialmente a far parte della Slackware ed è l’unico che aggiorna nell’ordine giusto

Il kernel minimo per installare una -current è il 2.6.32

Vi consiglio inoltre di stampare questa guida prima di procedere al suo utilizzo. In modo da avere sempre le informazioni sottomano

Fare un backup

Prima di qualsiasi cosa fate un backup del vostro sistema. Se non dell’intero sistema almeno della directory /etc, della $HOME e dei vostri file importanti.

Perché cominciare con un backup? Perché c’è sempre la possibilità che qualcosa vada storto, ed anche se tutto andasse per il meglio, potreste per sbaglio cancellare qualche file importante, avere dei ripensamenti, anche solo controllare la vecchia impostazione. In ogni caso con un backup completo potete sempre ripristinare le informazioni come erano prima di iniziare l’aggiornamento.

Per effettuare il backup potete seguire una delle guide presenti in rete.

Una volta fatto il backup procediamo con l’aggiornamento :-)

Scaricare i file necessari

Per scaricare i file necessari esistono vari metodi:

  1. Scaricare il ramo current da uno dei mirror con FTP
  2. Sincronizzare una directory nel proprio pc con la directory slackware-current con rsync o con lftp
  3. Scaricare solamente i pacchetti aggiunti o modificati. In questo caso esistono dei tool che aiutano nell’impresa
  4. Scaricare le ISO che alcuni mirror rendono disponibili

Per conformità al resto dell’how-to creiamo una directory mirror all’interno di opt, in modo da avere /opt/mirror. In questa directory scaricheremo i pacchetti della -current. Inoltre diamo a questa directory i permessi per l’utente solitamente usato, in modo da non compromettere la sicurezza del sistema collegandosi come root. Per fare questo date i seguenti comandi

# mkdir /opt/mirror
# chown nomeutente:users /opt/mirror

Naturalmente potete creare una directory dove volete e chiamarla come volete, ricordatevi però di cambiare percorso negli esempi seguenti.

Vediamo ogni metodo in dettaglio

1. Scaricare con FTP

Per scaricare il ramo -current con il protocollo FTP, dovete collegarvi con il vostro client FTP ad uno dei mirror che trovate nella pagina http://www.slackware.com/getslack/ e scaricare la directory slackware-current.

Si può usare un client ftp testuale o uno grafico, non ha importanza, usate quello che preferite.

Collegandosi per esempio al mirror ftp://ftp.slackware.at/ vedrete che al suo interno ci sono varie directory, tra cui slackware-current, che è quella che ci interessa. A questo punto dovete trasferire la directory slackware-current all’interno della vostra /opt/mirror in modo da avere nella vostra macchina una directory chiamata /opt/mirror/slackware-current con all’interno tutto il ramo della -current.

Potete creare a mano tale directory e spostarci a mano solamente i file e le directory che vi servono, questo dipende dalla vostra esperienza e dalle vostre necessità.

2. Sincronizzare due directory

Sincronizzare due directory significa fare in modo che due directory, SORGENTE e DESTINAZIONE, abbiano gli stessi file, ed ogni aggiornamento che avviene nella directory SORGENTE andrà a modificare di pari passo la directory DESTINAZIONE. La directory DESTINAZIONE nel nostro casò sarà /opt/mirror/slackware-current e quella SORGENTE rsync://rsync.slackware.at/slackware/slackware-current

Per procedere con la sincronizzazione portiamoci in /opt/mirror e diamo il seguente comando

$ rsync -avz --delete-after rsync://rsync.slackware.at/slackware/slackware-current ./

Come vedete non c’è stato bisogno di creare la directory slackware-current, ci penserà rsync stesso a crearla. L’importante è che per aggiornare la directory date il comando sempre dalla stessa posizione, in questo caso /opt/mirror.

Io consiglio di fare uno script e lanciare tale script.

Un esempio potrebbe essere uno script chiamato getslack così composto:

#!/bin/sh -e
 
# Dichiariamo le variabili
# scegliere uno dei seguenti mirror (sono quelli che trovo più veloci, ma potete utilizzare quello a voi preferito che supporti rsync)
SORGENTE="rsync://rsync.slackware.at/slackware/slackware-current"
SORGENTE="rsync://taper.alienbase.nl/mirrors/slackware/slackware-current/"
SORGENTE="rsync.slackware.org.uk::slackware/slackware-current"
SORGENTE="slackware.mirrors.tds.net::slackware/slackware-current"
 
OPZIONI="-avz --delete-after"
DESTINAZIONE="/opt/mirror/"
 
# Diamo il comando rsync
/usr/bin/rsync $OPZIONI $SORGENTE $DESTINAZIONE

Per sincronizzare le due directory basterà quindi lanciare lo script dalla directory /opt/mirror

$ cd /opt/mirror
$ sh getslack

Nota: Cambiando i percorsi del vostro mirror o della directory di destinazione dovrete cambiare la variabile DESTINAZIONE. Lo script dovrà comunque essere posizionato esternamente alla directory interessata, altrimenti la sincronizzazione lo cancellerà in quanto non presente nella directory SORGENTE

Per le versioni a 64bit, basta mettere slackware64-current, quindi il primo esempio verrebbe così:

SORGENTE="rsync://rsync.slackware.at/slackware/slackware64-current"

Il comando rsync ha varie opzioni, compresa quella di controllare eventuali aggiornamenti prima di scaricare qualcosa (–dry-run) e quella di escludere alcune directory (–exclude). Per maggiori dettagli

$ man rsync

Si può sincronizzare due directory anche con il client ftp lftp, in questo modo i server disponibili sono maggiori, infatti non tutti offrono l’accesso rsync. Per maggiori intormazioni su questo metodo

$ man lftp

3. Scaricare solamente i pacchetti aggiornati

Per scaricare solamente i pacchetti aggiornati si può scegliere un mirror ed andare a “cercare” ogni pacchetto. Oppure usare qualche tool automatico, in questo caso consigli slackpkg, che con le dovute opzioni può funzionare anche in modalità “download only”.
Naturalmente questa procedura è consigliata farla per aggiornamenti che coinvolgono pochi pacchetti (guardare sempre il changelog), per esempio i primi tempi di “movimento” della current. In altri casi consiglio di scaricare tutto ed avere un mirror in locale. Che poi è sempre utile anche per creare delle iso.

4. Scaricare le iso della current

Come detto alcuni mirror mettono a disposizione delle immagini iso, tra cui c’è Alien Bob, che tutti voi sicuramente conoscete.
Il link per scaricare le iso create da Alien Bob è:

  • http://taper.alienbase.nl/mirrors/slackware/

Una volta scaricata la iso potete masterizzarla o usarla come file system. Per fare questo

# mount -o loop /path/file.iso /opt/mirror

Nota: Tra i metodi di aggiornamento della -current, io preferisco il secondo metodo usando rsync, così da avere sempre una versione -current sempre aggiornata per poter magari fare autonomamente delle immagini iso da mettere su DVD. Se non avete una connessione ADSL potete scegliere il punto 3. La scelta dipende dai vostri gusti e dalla vostra connessione.

Procedere all’upgrade

Una volta acquisiti i file necessari e dando per acquisito che i pacchetti siano salvati in /opt/mirror/slacware-current, in modo da rendere omogeneo tutto l’how-to, procediamo all’aggiornamento della Slackware.
Anche in questo caso potete salvarli dove volete. Cambieranno però i comandi di esempio dati in seguito.

Il primo passo, e più importante, è quello di leggere il file UPGRADE.TXT e possibilmente ogni file TXT presente nella directory slackware-current. Questo perché in quel file ci sono le istruzioni per aggiornare con sicurezza, istruzioni che a volte cambiano a seconda della versione e delle modifiche apportate.

Il secondo passo è rileggere il file UPGRADE.TXT ed essere sicuri della scelta che si sta effettuando. Non mi stanco di ricordare che la current è pur sempre una versione in sviluppo.

A questo punto l’how-to potrebbe essere finito, in quanto è scritto tutto in tale file, ma voglio dare ugualmente una spiegazione generica dell’aggiornamento. Prendete quanto scritto come infarinatura per capire il file UPGRADE.TXT

1. Andare in single user mode

La prima cosa da fare è passare in modalità singolo utente, cosa che si fa con questo comando

# telinit 1

A questo punto effettuiamo il log in come root e procediamo

Nota:
Come dice lo stesso Pat questo ”non è strettamente necessario”, e ci sono state segnalazioni di successo di aggiornamenti effettuati da remoto su macchine ancora in modalità multiutente. Tuttavia, essendo più facile sbagliare in modalità multiutente e specialmente se si sta pensando di aggiornare un computer da remoto in modalità multiutente, si consiglia di clonare la macchina in locale in modo da fare una prova per scoprire eventuali problemi e trovare le soluzioni.

2. Aggiornare Glibc e pacchetti di supporto, soprattutto Pkgtool

Il primo pacchetto da aggiornare sono le librerie glibc. Questo perché sono librerie essenziali al funzionamento dell’intero sistema, e quando nei vari forum si trovano messaggi di persone che si sono trovate con il computer fuori uso durante un aggiornamento, spesso la causa è dovuta al mancato aggiornamento delle glibc come primo passo di tutta la procedura.

Quindi per prima cosa procediamo ad aggiornare le librerie glibc.

Consiglio di andare nella directory slackware all’interno della directory in cui avete creato il mirror, in modo da facilitare le cose.

# cd /opt/mirror/slackware-current/slackware

Se avete scaricato l’immagine iso probabilmente il comando sarà qualcosa di simile a questo

# cd /opt/mirror/slackware

Visto le nuove estensione dei pacchetti, che utilizzano un algoritmo di compressione diverso consiglio di installare prima i pacchetti gzip, pkgtools, tar e xz prima degli altri

# upgradepkg --install-new a/*.tgz

Ora aggiorniamo le glibc, con il comando upgradepkg

# upgradepkg a/glibc-solibs-*.txz

Se vogliamo utilizzare slackpkg dobbiamo aggiornare o installare anche wget, nettle, p11-kit e openssl prima di proseguire

# upgradepkg --install-new n/wget-*.txz n/p11-kit-*.txz n/openssl-solibs-*.txz n/nettle-*.txz

Questi passi sono importanti e vanno eseguiti, in questo ordine, prima di tutto il resto. Altrimenti si rischia di non poter installare i nuovi pacchetti e ritrovandoci con il sistema fuori uso.

A volte nel file UPGRADE.TXT si legge di aggiornare altri pacchetti prima di accingersi all’aggiornamento totale, per esempio potrebbe esserci l’aggiornamento di sed.

Consiglio quindi di leggere bene il file UPGRADE.TXT prima di qualsiasi cosa. Non mi stancherò mai di ripeterlo.

3. Aggiornamento di tutti i pacchetti

Una volta aggiornati i pacchetti di supporto si può procedere all’aggiornamento totale della distribuzione. In questo caso ci sono due metodi: il primo consigliato da Pat, il secondo da me.

Capite già da questo qual è il più seguito dagli utenti Slackware ;-)

3.a Primo metodo: Installazione di tutti i pacchetti

Questo è il metodo suggerito da Pat all’interno del file UPGRADE.TXT.

Per fare questo dall’interno della directory /opt/mirror/slackware-current/slackware, dove ci siamo posizionati in precedenza, bisogna dare il comando

# upgradepkg --install-new */*.t?z

Siccome in questo modo si installeranno anche tutti i file di localizzazione del KDE, che sono circa 500Mb, Pat consiglia di usare questo script

#!/bin/sh
for dir in a ap d e f k kde l n t tcl x xap y ; do
 ( cd $dir ; upgradepkg --install-new *.t?z )
done

che installerà ogni cosa, tranne appunto i file di localizzazione, cosa che potremmo fare in seguito con semplicità. Vedremo in seguito come.

3.b Secondo metodo: Aggiornare solamente i pacchetti nuovi o modificati

In questo caso se avete seguito il punto 3 relativo al reperimento dei soli file necessari basta andare in tale directory e dare

   # upgradepkg --install-new *.t?z

Se invece avete creato il mirror, dovete seguire il file ChangeLog.txt alla lettera, guardando quale sono i pacchetti aggiornati. E’ un procedimento lungo, ma è quello che io preferisco perché mi evita di installare pacchetti che non mi interessano e perché mi permette di vedere i cambiamenti effettuati. Per esempio non installo mai sendmail in quanto uso postfix.
Questa procedura è valida se aggiornate dall’ultima versione della stable, in particolare riguardo i file rimossi ed aggiunti, da una 13.37 ad una -current.

Visto che questa procedura serve per non replicare una installazione full, potete benissimo non installare i pacchetti che non utilizzate. Per esempio consiglio di non installare scim, che serve per il supporto alle lingue orientali. Ma la scelta spetta a voi e per evitare di non installare software importante consiglio di leggere il file Changelog.txt o direttamente il TXT del pacchetto

Naturalmente si può benissimo, anzi forse è meglio :-), seguire la procedura di Pat e dopo rimuovere ciò che non ci serve e reinstallare successivamente i pacchetti che usiamo. Questo evita anche di dimenticarsi di installare pacchetti essenziali al funzionamento del sistema. Personalmente cerco di evitare questo anche se allungo il processo di aggiornamento della distribuzione e se volete seguire il mio metodo dovete essere sicuri di aver installato tutti i nuovi pacchetti.

Come sempre l’esperienza e la conoscenza del sistema permettono di effettuare scelte personali.

Quali sono i vantaggi di questa procedura? Aggiornando manualmente, possiamo evitare l’installazione dei pacchetti che non ci servono, che possono essere molti o pochi a seconda del proprio grado di personalizzazione della Slackware. Con l’altro metodo invece ci ritroveremo con installati anche questi pacchetti, che possono andare in conflitto con alcuni dei “nostri” oppure essere semplicemente inutili. Niente che non si possa risolvere in secondo momento comunque.

Ed i contro? Il contro di questa procedura è la pazienza ed il tempo richiesto per effettuare la stessa. Ed anche l’attenzione di non scordarsi qualche pacchetto essenziale

Per questa procedura normalmente dovremmo leggere il file CHANGES_AND_HINTS.TXT che si trova nel DVD o in uno dei tanti mirror della Slackware. Visto che nella current tale file non è solitamente aggiornato, cercherò ad ogni cambio del changelog di aggiornare la lista dei file aggiunti e rimossi.

Di seguito una lista dei pacchetti rimossi ed aggiunti. Visto il cambiamento “corposo” che ha subito KDE nel suo “impacchettamento” consiglio di non stare tanto a guardare i pacchetti relativi a KDE aggiunti o rimossi, ma di togliere tutto KDE e poi reinstallarlo.

Nella -current, rispetto alla 13.37 sono stati rimossi (o rinominati) tali pacchetti.

a/module-init-tools
ap/ntfsprogs (ora compreso in ntfs-3g)
kde/kdeaccessibility
kde/kdebase
kde/kdebase-runtime
kde/kdebase-workspace
kde/kdebindings
kde/kdeedu
kde/kdegraphics
kde/kdeutils
kde/koffice
kde/konq-plugins
kde/kopete-cryptography
kde/polkit-kde-1
kdei/koffice-l10n-*
l/hal-info
l/hal 
l/jre
l/raptor
n/iwlwifi-100-ucode
n/iwlwifi-1000-ucode
n/iwlwifi-3945-ucode
n/iwlwifi-4965-ucode
n/iwlwifi-5000-ucode
n/iwlwifi-5150-ucode
n/iwlwifi-6000-ucode
n/iwlwifi-6xxx-ucode
n/rt2860-firmware-26-fw
n/rt2870-firmware-22-fw
n/rt61-firmware-1.2-fw
n/rt71w-firmware-1.8-fw
x/radeon_ucode
x/scripts
x/xaw3d
x/xf86-video-radeonhd
x/xf86-video-sisusb
x/xf86-video-tseng
x/xf86-video-xgi
xap/xfce
extra/jdk-6/jdk

Per la rimozione di un pacchetto bisogna dare questo comando

# removepkg nomepacchetto

Sostituendo a nomepacchetto il nome del pacchetto che trovate nella lista. Per esempio:

# removepkg libXTrap

Nota: Se rimuovere prima i vecchi pacchetti o installare prima i nuovi è sempre una scelta da valutare bene. La maggior parte delle volte è la stessa cosa, l’ordine non ha importanza, ma in alcuni casi è fondamentale.
In un vecchio upgrade di versione se non dinstallavamo prima dei pacchetti relativi ad X il tutto non andava come previsto, questa volta mi sento di dire che forse è meglio il contrario, cioè installare prima i nuovi pacchetti, visto anche la presenza di dipendenze necessarie ai software destinati all’aggiornamento. Sopratutto se viene usato slackpkg.
Quindi guardate in basso la lista dei pacchetti aggiunti

A questo punto, dopo aver rimosso i pacchetti non più presenti nella -current, effettuiamo l’aggiornamento completo della Slackware, aggiornando comunque solamente i pacchetti che abbiamo nel sistema dando il comando:

# upgradepkg */*.t?z

Dopodiché procediamo con l’installazione dei nuovi pacchetti.

Anche questa lista si trova nel file CHANGES_AND_HINTS.TXT

a/kmod
a/udisks
a/udisks2
a/upower
ap/htop
ap/soma
d/gcc-go
d/llvm
kde/analitza
kde/ark
kde/blinken
kde/bluedevil
kde/calligra
kde/cantor
kde/filelight
kde/gwenview
kde/kaccessible
kde/kactivities
kde/kalgebra
kde/kalzium
kde/kamera
kde/kanagram
kde/kate
kde/kbruch
kde/kcalc
kde/kcharselect
kde/kcolorchooser
kde/kde-baseapps
kde/kde-runtime
kde/kde-wallpapers
kde/kde-workspace
kde/kdegraphics-mobipocket
kde/kdegraphics-strigi-analyzer
kde/kdegraphics-thumbnailers
kde/kdevelop-pg-qt
kde/kdf
kde/kfloppy
kde/kgamma
kde/kgeography
kde/kgpg
kde/khangman
kde/kig
kde/kiten
kde/klettres
kde/kmag
kde/kmousetool
kde/kmouth
kde/kmplot
kde/kolourpaint
kde/konsole
kde/korundum
kde/kplayer
kde/kremotecontrol
kde/kruler
kde/ksaneplugin
kde/ksecrets
kde/ksnapshot
kde/kstars
kde/ktimer
kde/ktorrent
kde/ktouch
kde/kturtle
kde/kwallet
kde/kwebkitpart
kde/kwordquiz
kde/libkdcraw
kde/libkdeedu
kde/libkexiv2
kde/libkipi
kde/libksane
kde/marble
kde/networkmanagement
kde/okular
kde/oxygen-gtk2
kde/parley
kde/perlkde
kde/perlqt
kde/polkit-kde-agent
kde/polkit-kde-kcmodules
kde/printer-applet
kde/pykde4
kde/qtruby
kde/quanta
kde/rocs
kde/smokegen
kde/smokekde
kde/smokeqt
kde/step
kde/superkaramba
kde/svgpart
kde/sweeper
kde/wicd-kde
kdei/calligra-l10n-*
l/GConf
l/gcr
l/glade3
l/glib-networking
l/gnome-keyring
l/gobject-introspection
l/grantlee
l/gsettings-desktop-schemas
l/gvfs
l/gtk+3
l/herqq
l/hunspell
l/keyutils
l/js185
l/keybinder
l/libcanberra
l/lcms2
l/libatasmart
l/libbluedevil
l/libcroco
l/libdbusmenu-qt
l/libffi
l/libgnome-keyring
l/libnl3
l/libproxy
l/libsoup
l/libssh
l/libtasn1
l/libusb-compat
l/libyaml
l/media-player-info
l/mozilla-nss
l/phonon-gstreamer
l/phonon-xine
l/pycurl
l/raptor2
l/sg3_utils
l/sound-theme-freedesktop
n/cifs-utils
n/iftop
n/ModemManage
n/mobile-broadband-provider-info
n/NetworkManager
n/nettle
n/p11-kit
x/freeglut
x/libXaw3d
x/libXcm
x/mtdev
x/transset
x/xcb-util-image
x/xcb-util-keysyms
x/xcb-util-renderutil
x/xcb-util-wm
x/xf86-video-modesetting
xap/network-manager-applet
xfce/Terminal
xfce/Thunar
xfce/exo
xfce/garcon
xfce/gtk-xfce-engine
xfce/libxfce4ui
xfce/libxfce4util
xfce/libxfcegui4
xfce/orage
xfce/tumbler
xfce/xfce4-appfinder
xfce/xfce4-clipman-plugin
xfce/xfce4-dev-tools
xfce/xfce4-mixer
xfce/xfce4-panel
xfce/xfce4-screenshooter
xfce/xfce4-session
xfce/xfce4-settings
xfce/xfce4-systemload-plugin
xfce/xfce4-taskmanager
xfce/xfce4-volumed
xfce/xfce4-weather-plugin
xfce/xfconf
xfce/xfdesktop
xfce/xfwm4
xfce/xfwm4-themes
extra/recordmydesktop/recordmydesktop

Per installare questi pacchetti consiglio upgradepkg –install-new e non direttamente installpkg perché è possibile che alcuni di questi pacchetti li avevamo già nel sistema in quanto scaricati da altri repository.

Quindi procediamo con

# upgradepkg --install-new nomepacchetto.txz

In questo caso però bisogna sostiture a nomepacchetto il nome che trovate, aggiungendo l’asterisco per il numero versione e l’estensione .txz, necessaria al corretto funzionamento del comando. Alcuni pacchetti mantengono la vecchia estensione .tgz (gzip, pkgtools, slackpkg, tar e xz)

Per esempio

# upgradepkg --install-new ap/ntop-*.txz

Naturalmente installate solo i nuovi pacchetti di vostro interesse.

Nota: Se notate mancanza nella lista dei pacchetti aggiunti e rimossi, segnalatemelo all’indirizzo slackers.it (at) gmail (dot) com

4. Modificare il boot manager

Una volta installati tutti i nuovi pacchetti bisogna essere sicuri che il sistema faccia il boot normalmente, quindi modificare LILO o Grub in base al nuovo kernel installato.

Se usate LILO una volta modificato il file /etc/lilo.conf date il comando

# lilo -v

Per Grub una volta modificato il file /boot/grub/menu.lst non c’è bisogno di nessun comando

Nota: Se usate il kernel generic, ricordatevi di modificare l’initrd secondo le vostre esigenze

5. Rimozione pacchetti obsoleti

Nota: Se avete seguito la procedura “Aggiornare solamente i pacchetti nuovi o modificati” potete saltare questa sezione.

Ora abbiamo aggiornato alla -current, ma ci manca di rimuovere i pacchetti obsoleti e, se le abbiamo installate, i vari file delle varie lingue di KDE e Koffice. Oltre naturalmente ai pacchetti che non utilizzate, per esempio come detto prima sendmail se usate un altro server mail.

Io uso un metodo diverso, prima rimuovo quel che dal changelog vedo obsoleto (direttamente in init 1) e dopo installo i nuovi pacchetti. Ma ognuno è libero di scegliere il metodo preferito, Pat nel file UPGRADE.TXT consiglia di rimuoverli successivamente in init 3

Per rimuovere i pacchetti usare il comando removepkg

La sintassi del comando è

# removepkg nomepacchetto

Per la lista dei pacchetti rimossi dalla -current, guardare sopra.

6. Modificare i file di configurazione

Arrivati a questo punto bisogna controllare quali modifiche hanno portato i nuovi file di configurazione all’interno di /etc e fare l’unione con i propri.

Pat suggerisce ai più temerari di usare questo script:

     #!/bin/sh
     cd /etc
     find . -name "*.new" | while read configfile ; do
       if [ ! "$configfile" = "./rc.d/rc.inet1.conf.new" 
         -a ! "$configfile" = "./rc.d/rc.local.new" 
         -a ! "$configfile" = "./group.new" 
         -a ! "$configfile" = "./passwd.new" 
         -a ! "$configfile" = "./shadow.new" ]; then
         cp -a $(echo $configfile | rev | cut -f 2- -d . | rev) 
           $(echo $configfile | rev | cut -f 2- -d . | rev).bak 2> /dev/null
         mv $configfile $(echo $configfile | rev | cut -f 2- -d . | rev)
       fi
     done

ci ritroveremo così con i vecchi file con estensione .bak

A questo punto inseriamo le nostre modifiche nei nuovi file.

Questo va fatto perché i nuovi file potrebbero contenere informazioni che i vecchi non hanno, o potrebbero avere una sintassi diversa. I cambiamenti effettuati nei nuovi pacchetti possono infatti recare dei cambiamenti nel formato dei file di configurazione e negli script di avvio contenuti in /etc. Al tempo stesso dovrete immettere i vostri vecchi dati nei nuovi file per mantenere le vecchie configurazioni.

Per alcuni file bisogna stare attenti ad eseguire questo passo perché si rischia di perdere utenti o configurazioni che avevamo in precedenza.

Comunque come vedete lo script non rinomina i file

  • /etc/rc.d/rc.inet1.conf.new
  • /etc/rc.d/rc.local.new
  • /etc/group.new
  • /etc/passwd.new
  • /etc/shadow.new

Questo perché sono i file in cui sono memorizzati i vostri utenti, i gruppi, le password e le informazioni sulla vostra rete. Quindi non allarmatevi se ritrovate ancora alcuni file con estensione .new e soprattutto non sostituiteli a quelli vecchi se non sapete bene cosa state facendo.

Quindi sta a voi modificare, se necessario, questi vecchi file facendo un confronto con quelli con estensione .new

Normalmente modificare questi file non sempre serve, potete lasciarli come sono, anche in questo caso l’esperienza e la conoscenza del sistema sono la base per effettuare le modifiche come più ci piace. Come detto sopra, bisogna però stare attenti alle modifiche importanti, come il cambio di alcuni programmi di avvio e/o di configurazione.

Controllare anche i file

  • /usr/man/man.conf.new
  • /usr/share/vim/vimrc.new

7. Aggiornare i pacchetti delle localizzazioni di KDE

A seconda di come avete aggiornato il sistema, potreste ritrovarvi con tutti i file di localizzazione di KDE o con nessuno. Siccome occupano 500Mb conviene lasciare solamente quelli effettivamente utilizzati.

Vediamo caso per caso.

7.a Si è aggiornato tramite –install-new

Se si è aggiornato con il metodo consigliato da Pat

# upgradepkg --install-new */*.t?z

conviene disintallarli tutti e dopo installare solamente quelli veramente utilizzati.

Per fare ciò bisogna portarsi nella dir /var/log/packages e rimuovere tutto.

# cd /var/log/packages
# removepkg kde-i18n* koffice-l10n*

Successivamente, tornare nella directory /mnt/dvd/slackare ed installare quelli di cui si ha effettivamente bisogno.
Per esempio per installare quelli in lingua italiana, bisogna usare il comando

 # upgradepkg --install-new kdei/k*it*txz
7.b Si è aggiornato tramite lo script di Pat

Se per aggiornare il sistema si è utilizzato lo script di Pat visto in precendenza, basta aggiornare solamente i file effettivamente utilizzati con il comando

 # upgradepkg kdei/*.txz
7.c Si è aggiornato tramite il metodo alternativo

Se si è seguito il metodo consigliato da me, probabilmente non ci sarà da fare niente, in quanto si saranno aggiornati solamente i file di localizzazione precedentemente usati.

Controllare comunque non fa mai male :-)

7.d Non si utilizzava nessuna localizzazione per KDE

Se prima non veniva utilizzata alcuna localizzazione per KDE naturalmente bisogna valutare se continuare così o installare le localizzazioni che vogliamo.

Stessa cosa se vogliamo aggiungerne (o rimuoverne) altre, per esempio per utilizzare varie lingue.

In questo caso bisogna spostarsi nella directory kdei e procedere all’installazione o rimozione dei pacchetti delle localizzazioni che ci interessano.

In tutti i casi l’importante è fare questo per i pacchetti kde, koffice e k3b, naturalmente questi ultimi due se sono utilizzati.

8. Tornare in modalità multiutente

Una volta fatte queste modifiche e dopo essere sicuri che tutto sia giusto si può tornare in modalità multiutente

# telinit 3

A volte al termine della procedura di riavvio non compare la shell, ma niente paura, basta premere invio per visualizzarla.

A questo punto potete riavviare e se tutto è andato per il verso giusto trovarvi nella Slackware -current

Buon divertimento con la -current :-)

Installare direttamente la current

Se abbiamo un sistema “vuoto” e vogliamo installare direttamente la -current, senza aggiornare una stable, allora basta procurarsi o crearsi le immagini iso (come spiegato sopra) ed installare il tutto come una normale Slackware. Il procidemento di installazione di una -current in questo caso non differisce da quello di una stable.

Aggiornare periodicamente una current

Una volta che abbiamo una current funzionante, può capitare che Pat rilasci aggiornamenti per essa.

Come comportarsi in questo caso? Ci sono varie strade

Aggiornare in init 1

Se i pacchetti nuovi sono importanti e/o critici bisogna ripetere i passi da Procedere all’upgrade e passare in init 1. Solitamente lo sono soprattutto le glibc, ma anche kernel, pkgtool, lilo, bash ed altri

Se bisogna aggiornare le glibc ricordarsi sempre che va fatto come prima cosa.

Come fare a capire se un pacchetto è importante?

Qui entra in gioco l’esperienza, la conoscenza del sistema e dei singoli pacchetti. Per questo dicevo all’inizio che la current richiede una conoscenza base della Slackware e dei suoi meccanismi almeno decente.

1. Aggiornare in init 3

Se ci sono aggiornamenti di pacchetti non critici, per esempio libpng o php, si può fare in init 3

2. Aggiornare in init 4 o dentro X

A questo punto qualcuno potrebbe chiedere: “Si può aggiornare in init 4, o da dentro una sessione di X anche essendo partiti in init 3″? La risposta è implicita nella domanda, se coinvolge pacchetti critici o che hanno a che fare con l’ambiente grafico meglio di no. Aggiornare xorg per esempio meglio farlo dall’esterno di esso.

Possibile errore della procedura di aggiornamento

Se il sistema non si riavvia correttamente, o si è fatto qualche danno durante la procedura di aggiornamento, niente drammi. Prima di formattare, come si usa in altri sistemi, è possibile sempre cercare di reinstallare sul sistema non funzionante la Slackware -current

Per fare questo bisogna per prima cosa ripristinare le glibc, solitamente il punto critico del sistema, e successivamente aggiornare l’intero sistema con una delle procedure sopra descritte.

Se proprio non ci riuscite potete invece ripristinare il backup e ripetere la procedura.

E se non si è fatto il backup? Come non avete fatto il backup??? Questa è la prima cosa fare come abbiamo detto prima ;-)

Consigli e problemi noti della -current

Kde ed automount partizioni NTFS

Se si riscontrano problemi di scrittura con l’automount dei dischi esterni con partizioni ntfs, provare a creare un link simbolico così:

# ln -s /sbin/mount.ntfs-3g /sbin/mount.ntfs

Gruppo “lp” anche per scanner

Visto che alcune stampanti multifunzione richiedono che l’account sia nel gruppo “lp”, sane è stato configurato per usare sempre il gruppo “lp”, quindi adesso non è più necessario aggiugere l’utente del gruppo “scanner”.

HAL è stato rimosso

Gioia e, sopratutto, dolori per molti utenti Linux, HAL non fa più parte della Slackware. C’è da dire che non è stato rimosso per tornare al vecchio modo “faccio tutto e solo con script e file di configurazione”, ma è stato sostituito dai software udisks, upower ed altri software, e naturalmente da una maggiore importanza di udev, come si può leggere alla “vecchia” home page del progetto.

Non dovrebbero esserci tante modifiche da fare, se non di eliminare (o render non eseguibile) il file /etc/rc.d/rc.hald

Aggiornamento con slackpkg

Oltre alle precauzioni descritte nell’how-to, tipo installare prima alcuni software, chi usa slackpkg dovrebbe fare attenzione al fatto che la versione in uso potrebbe non gestire la presenza della nuova directory “xfce”, quindi si consiglia di effettuare una nuova procedura di aggiornamento (update, install-new, upgrade-all, clean-system) dopo aver aggiornato slackpkg, quindi dopo magari aver effettuato una prima procedura di aggiornamento.
Tanto per capirsi ecco il passo del changelog

ap/slackpkg-2.82.0-noarch-6.tgz: Rebuilt.
Support XFCE series. Note that slackpkg will upgrade itself, but it still
won’t know about the XFCE series during that run, so you’ll need to run it
a second time to install Xfce.

Problemi delle precendenti versioni

I consigli sui problemi riguardanti le versioni stabili in molti casi sono ancora validi e presenti. Quindi leggere il documento Consigli e problemi noti delle release stabili

Driver proprietari della scheda video

I driver proprietari della scheda video vanno a sovrascrivere alcuni file di sistema. Nel momento che si aggiorna il sistema, i driver video non funzioneranno più a dovere.
Per evitare problemi il mio consiglio è di disinstallare i driver prima della procedura di aggiornamento, e reinstallarli dopo. Con i driver nvidia per esempio basta lanciare il comando

# nvidia-uninstall

prima dell’aggiornamento, ed alla fine della procedura reinstallarli.
Naturalmente non tutti gli aggiornamento influiscono su questo aspetto. Come per altre sezioni di questa guida solo l’esperienza e la conoscenza del sistema vi saprà dire quando fare questa operazione, però a volte si leggono nei vari forum richieste di assistenza proprio per questo “non aggiornamento” dei driver video.

Conclusioni

Spero che la guida possa essere stata di aiuto, qualsiasi critica, modifica o aggiunta è ben accetta

Naturalmente l’esperienza e la conoscenza del sistema possono portare ad usare sistemi diversi o a “rischiare” di più nell’aggiornamento. L’importante è sapere sempre cosa si sta facendo e cosa andiamo a modificare. Io ho cercato di fare una guida il più adatta possibile a chi si accinge per la prima volta a passare ad una -current.

Aggiornamenti di questo documento

Cercherò di aggiornare questo documento in base alle modifiche della -current, compresi pacchetti aggiunti e rimossi. Quindi si aggiornerà anche la “data di pubblicazione”, per specificare a quale -current corrisponde.

Se manca qualcosa o se avete suggerimenti/consigli lasciate un commento

Link esterni

  • CURRENT.WARNING: ftp://ftp.slackware.com/pub/slackware/slackware-current/CURRENT.WARNING
  • UPGRADE.TXT: ftp://ftp.slackware.com/pub/slackware/slackware-current/UPGRADE.TXT
  • CHANGES_AND_HINTS: ftp://ftp.slackware.com/pub/slackware/slackware-current/CHANGES_AND_HINTS.TXT
  • README_CRYPT: ftp://ftp.slackware.com/pub/slackware/slackware-current/README_CRYPT.TXT

Copyright

Copyright (c) by Corrado “Conraid” Franco

Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.3 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts, and no Back-Cover Texts.
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Nominare un particolare prodotto o marchio non deve essere considerato come pubblicità.

24 commenti a “Current for Dummies”

  1.   huvber ha scritto il 6/11/08 alle ore 20:14:

    ciao,
    perchè bisogna operare in telinit1?
    perchè bisogna installare prima determinati pacchetti? essendo già precompilati e facendo solo un estrai l’installpkg perchè cambia qualcosa nell’ordine in cui li installo?

  2.   Conraid ha scritto il 7/11/08 alle ore 11:11:

    La guida “ufficiale” per aggiornare una Slackware, che sia da una stable ad una current, o da una stable ad un stable nuova, è sempre il file UPGRADE.TXT
    ftp://ftp.slackware.com/pub/slackware/slackware-current/UPGRADE.TXT

    Nel runlevel 1 (init 1) non serve andarci sempre, solo in alcune circostanze, ma questo lo devi capire tu con l’esperienza. Quindi se non sai cosa fare, vai in init 1
    Quando aggiorni le glibc conviene andarci “sempre”.
    Il perché è semplice dirlo, è la modalità a singolo utente, in cui il sistema utilizza il minor numero possibile di servizi, compresi i login. Viene utilizzata normalmente per eseguire operazioni di “straordinaria” di amministrazione, e l’aggiornamento di sistema lo è.

    Il perché di aggiornare alcuni pacchetti è riassumibile con “i nuovi programmi hanno bisogno delle nuove librerie, se tu non le installi per prime questi non funzioneranno, e siccome alcuni di essi servono in fase di installazione puoi ritrovarti con il sistema non funzionante già durante l’installazione”.
    Uno dei problemi maggiori di aggiornare con software automatici (alcuni software di aggiornamento, per esempio slackpkg, hanno il controllo per installare i pacchetti nel giusto ordine) o non seguendo il file UPGRADE.TXT è proprio la non installazione delle glibc come prima cosa.
    Tanto che Robby Workman del team Slackware ha scritto questo documento: http://rlworkman.net/howtos/glibc-recovery

    Non conosco il tuo livello di conoscenza del sistema, può anche essere superiore al mio, ma se ti fai queste domande è bene che prendi dimestichezza con la stable, con il modo di operare di Linux in generale e della Slackware in particolare, prima di avventurarti nell’uso di soluzioni non “stabili”.

  3.   tigerwalk ha scritto il 18/03/09 alle ore 12:16:

    Salve conraid, da ieri cerco di sincronizzare la cartella /opt/mirror tramite lo script getslack
    che hai consigliato ma ricevo sempre
    [@ERROR: max connections (35) reached - try again later
    rsync error: error starting client-server protocol (code 5) at main.c(1504) [receiver=3.0.5]]
    è normale?
    Grazie per la tua attenzione!

  4.   Conraid ha scritto il 18/03/09 alle ore 15:04:

    Quello è solamente un esempio, e mi sa che è meglio se lo cambio, in quanto slackware.com ha accesso limitato, meglio usare un mirror

    Prova con:
    rsync.slackware.org.uk::slackware/slackware-current

  5.   tigerwalk ha scritto il 18/03/09 alle ore 16:08:

    grazie, col nuovo indirizzo funziona!

  6.   slucky ha scritto il 19/03/09 alle ore 22:58:

    come sempre ottima guida e promemoria :)
    conraid non so se hai mai provato, io ho provato per curiosità aggiornando alla current una 12.2 su una partizione "testing" in modo non-ortodosso, e ho notato che:

    1)aggiornando subito direttamente il sistema con il comando "upgradepkg" senza aggiornare prima le glibc…la slackware boota e xfce in init3 funziona senza problemi;

    2)l’aggiornamento ti cancella le librerie Qt3, quando ho provato a ricompilare il kernel, make xconfig mi ha dato errore chiedendomi il pacchetto qt3-devel;

    3) che è preferibile non aggiornare il kernel, bensì installare i nuovi pacchetti del kernel con installpkg…onde evitare problemi;

    4)kde 3.5.x invece in init4 dopo l’aggiornamento non funzionava, mi dava un’ errore di kdeinit…sinceramente non ho indagato ulteriormente, visto che utilizzo Xfce da tempo e senza problemi…
    :)

  7.   Conraid ha scritto il 20/03/09 alle ore 10:02:

    Ma un aggiornamento non ortodosso come sarebbe?

    1) come dice anche Pat, a volte può funzionare altre no.
    2) per questo esistono ancora le qt3 in extra
    3) qui dipende dai gusti, anche io questa volta ho installato e non aggiornato, ma solitamente aggiorno
    4) volevi dire kde4? perché che non funzioni kde3 è normale :-)

  8.   slucky ha scritto il 20/03/09 alle ore 16:49:

    riducendo il tutto a 2 soli passaggi:
    1)upgradepkg
    2)modificare i files di configurazione.

    …della serie "tutto il resto è noia…" come canta il califfo in quella famosa canzone oppure restando in tema Unix "keep it simple, stupid.." :))

    ciao

  9.   Conraid ha scritto il 21/03/09 alle ore 10:23:

    Beh Slucky, se cerchi nell’archivio di slacky e di LQ trovi molti utenti che con questo procedimento, o con l’uso di software “automatici” che poi fanno lo stesso, si sono trovati nei “guai”. Anche per questo dal team è uscito un documento su come risolvere queste situazioni
    http://rlworkman.net/howtos/glibc-recovery

  10.   slucky ha scritto il 21/03/09 alle ore 22:51:

    sì, hai ragione conraid…
    la via maestra resta quella che hai indicato nella tua ottima guida!!
    diciamo che le altre scorciatoie possibili sono solo variazioni "rischiose" sul tema :)

  11.   tigerwalk ha scritto il 14/04/09 alle ore 17:23:

    Volendo evitare l’aggiornamento della directory /source con getslack, come
    bisogna editare lo script? Ho provato aggiungendo nelle OPZIONI la seguente voce
    OPZIONI="-avz –delete-after –exclude=$SORGENTE/source/"
    ma non mi pare che abbio sortito effetti…

  12.   Conraid ha scritto il 14/04/09 alle ore 19:01:

    --exclude=source --exclude=extra/source --exclude=testing/source

    ti esclude ogni directory chiamata source

    Io uso un file esterno chiamato exclude-slackware dove inserisco

    pasture
    slackware/kdei/*
    zipslack
    patches
    extra/aspell-word-lists
    source
    testing/source
    extra/source

    e poi in rsync aggiungo

    --exclude-from=exclude-slackware

    Naturalmente per scaricare la localizzazione di kde metto anche un –include-from=include-slackware, con il file così composto

    slackware/kdei/*it*
    slackware/kdei/k3b*
  13.   tigerwalk ha scritto il 15/04/09 alle ore 11:12:

    Grazie conraid, sempre gentilissimo…!

  14.   pol ha scritto il 18/04/09 alle ore 18:47:

    ciao, dimmi se questi passaggi possono bastare per aggiornare una current, tieni presente che ho installato direttamente la current:

    # mkdir /opt/mirror
    # chown nomeutente:users /opt/mirror
    $ rsync -avz --delete-after rsync://rsync.slackware.at/slackware/slackware-current ./
    # telinit 1
    # cd /opt/mirror/slackware-current/slackware
    # upgradepkg a/glibc-solibs-*tgz
    # upgradepkg a/pkgtools-*.tgz
    # upgradepkg --install-new *.tgz
    # lilo -v

    Quando viene rilasciato un aggiornamento devo dare sempre # rsync -avz –delete-after rsync://rsync.slackware.at/slackware/slackware-current ./ ???

  15.   Conraid ha scritto il 18/04/09 alle ore 19:05:

    Se hai installato direttamente una current il processo di upgrade varia in base al changelog. Devi capirlo da solo, se non sei sicuro puoi rifare tutto, ma…

    $ cd /opt/mirror (questo prima lo hai saltato)
    $ rsync -avz –delete-after rsync://rsync.slackware.at/slackware/slackware-current ./
    # telinit 1
    # cd /opt/mirror/slackware-current/slackware
    # upgradepkg a/glibc-solibs-*tgz
    # upgradepkg a/pkgtools-*.tgz
    # upgradepkg –install-new */*.tgz (ti sei scordato */)
    # lilo -v

    Naturalmente se non sono stati aggiornati glib e pkgtools non serve fare l’upgrade di essi, così come se è stato aggiornato software non critico puoi non andare in init 1.
    Lilo rilancialo solo se è cambiato il kernel
    Una volta passato a current valuta caso per caso, e controlla sempre possibile file .new

    rsync devi rilanciarlo sempre sì, altrimenti come allinei la copia locale con quella remota?

  16.   pol ha scritto il 18/04/09 alle ore 19:12:

    Prima ho fatto un po di pasticci…….. adesso ritento.

  17.   pol ha scritto il 29/04/09 alle ore 23:28:

    Mi ha fregato anche questa volta, ho fatto gli aggiornamenti, c’èra il nuovo kernel, installato il tutto, riavvio, sembra che carichi correttamente ma ad un certo punto si ferma, tutto nero, nessuna scritta, ogni volta che c’è il nuovo kernel si presenta questo problema.

  18.   Conraid ha scritto il 30/04/09 alle ore 11:54:

    Ma sistemi e rilanci lilo dopo l’aggiornamento del kernel?
    E se utilizzi il kernel generic ricrei l’initrd?

  19.   pol ha scritto il 30/04/09 alle ore 14:12:

    Forse non mi è chiara la procedura di aggiornamento della current (slackware come OS è stabilissima ma non è per niente facile), per questi ultimi aggiornamenti del 26-27-28 ho dato questi comandi:

    $ cd /opt/mirror (questo prima lo hai saltato)
    $ rsync -avz –delete-after rsync://rsync.slackware.at/slackware/slackware-current ./
    # telinit 1
    # cd /opt/mirror/slackware-current/slackware
    # upgradepkg a/glibc-solibs-*tgz
    # upgradepkg a/pkgtools-*.tgz
    # upgradepkg –install-new */*.tgz (ti sei scordato */)
    # lilo -v

    poi ho riavviato. Dove sbaglio ?

  20.   Conraid ha scritto il 30/04/09 alle ore 14:19:

    Teoricamente non sbagli niente, ma dipende da come è il tuo lilo.conf e da che tipo di kernel utilizzi.

    Leggi la sezione chiamata “Modificare il boot manager”, soprattutto la nota

    Magari amplio la sezione con una spiegazione per la creazione dell’initrd, ma chi utilizza la -current dovrebbe conoscere queste cose

  21.   tigerwalk ha scritto il 11/05/09 alle ore 10:07:

    Ciao conraid,
    ho un problema con l’rsync della current. Seguendo il tuo consiglio, ho creato i file exclude-slackware ed include-slackware. In particolare, il file include sembra non funzionare in quanto la directory /kdei, risulta vuota. ti posto di seguito la composizione dei due file e quella del file getslack
    exclude-slackware:
    pasture
    slackware/kdei/*
    zipslack
    patches
    extra/aspell-word-lists
    source
    testing/source
    extra/source

    include-slackware:
    slackware/kdei/*it*
    slackware/kdei/k3b*

    getslack:
    #!/bin/sh -e

    # Dichiariamo le variabili
    SORGENTE="rsync://rsync.slackware.at/slackware/slackware-current"
    SORGENTE="rsync.slackware.org.uk::slackware/slackware-current"
    SORGENTE="slackware.mirrors.tds.net::slackware/slackware-current"
    OPZIONI="-avz --delete-after --exclude-from=exclude-slackware --include-from=include-slackware"
    DESTINAZIONE="/opt/mirror/"

    # Diamo il comando rsync
    /usr/bin/rsync $OPZIONI $SORGENTE $DESTINAZIONE

    dove sbaglio?
    Grazie!

  22.   Conraid ha scritto il 11/05/09 alle ore 11:46:

    Prima metti l’include e poi l’exclude

  23.   tigerwalk ha scritto il 12/05/09 alle ore 18:12:

    semplice ed efficace, così funziona.
    Grazie

  24.   simotrone ha scritto il 24/08/10 alle ore 13:49:

    Complimenti per la chiarezza.
    Ottima guida.

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